30
Nov
09

Twitter & the STASI

My brother just Twitted me from Triest, he’s watching tonight “The lives of others”, Florian Henckel von Donnersmarck’s incredible movie  on RAI1.

We saw the film at the cinema when it came out and then I bought a DVD in the Original Version. In German of course it’s more impressive. Since then I’ve collected and listened to the RADIO2 and RADIO3 STASI programmes over the past months (See Wall section) and more importantly, I’ve read Anna Funder’s book, Stasiland.

I was wondering tonight, what the STASI would have been like, if Twitter had existed back then. A STASI Twitter, where Erich & Erich would be the sole administrators, being able to see all sorts of tweets from unofizielle Mitarbeiters...”Frau Schumann now out with her grey shopping bag – Herr Peters entering the ironmongers’ – Official: Erika Schmidt has an affair with her professor” and so on…

PS

Since November 16th Latium does not grab any TV signal anymore, the region has migrated “onto the digital” and therefore you need a digital decoder to watch RAI, Mediaset or MTV programs with your old telly. If before we were seldom watching tv, now this piece of furniture finds its unique raison d’etre in the decent amount of movie VHS sleeping in the closet. For the rest (news, reportages, etc) we had long ago migrated online. Less Schwarzer Kanal in our lives then: now we won’t see propaganda not even by mistake, zapping here and there…

Herebelow some info courtesy of RAI1 about this beautiful movie, in case you want to know more:

Il regista e sceneggiatore Florian Henckel von Donnersmarck ha condotto un’intensa ricerca durata quasi quattro anni, per poter scrivere e girare il film che aveva in mente, “Le vite degli altri”, le cui riprese sono iniziate a Berlino il 26 ottobre 2004, terminando 37 giorni dopo, il 17 dicembre 2004.

Oltre ad aver letto una gran quantità di letteratura relativa all’argomento, l’autore ha conversato per ore con i testimoni oculari dell’epoca, con ex funzionari della Stasi e con le loro vittime. Henckel von Donnersmarck è stato consigliato e sostenuto in questa ricerca, da numerosi professionisti esperti in materia, fra cui: il Professor Manfred Wilke, capo del Comitato di Ricerca del Regime SED; Jörg Drieselmann, capo della Agenzia di Ricerca e del Memoriale di Normannenstrasse; l’ex colonnello della Stasi, Wolfgang Schmidt; Bert Neumann, il capo scenografo del Berliner Volksbühne. La troupe del film conta inoltre diverse persone che sono state in stretto contatto con il regime della DDR e le cui esperienze hanno largamente contribuito all’assoluta autenticità del materiale girato. Il capo attrezzista del film, ad esempio, è stato a suo tempo trattenuto in un centro di detenzione della DDR.

Girare nelle location originali
Le location originali sono state di fondamentale importanza dal punto di vista della fedeltà storica voluta dal filmmaker. Fra i luoghi scelti per il film, ci sono gli ex quartier generali della Stasi di Normannenstrasse, un indirizzo che incuteva terrore durante gli anni del regime SED, e che oggi ospita un monumento alla memoria. In questo luogo sono state girate le scene in cui compare Ulrich Tukur nei panni del Tenente Colonnello Anton Grubitz. Il suo ufficio era accanto a quello del capo della Stasi, Mielke. Il filmmaker ha cercato in tutti i modi di ricreare l’atmosfera inconfondibile della DDR. Con i loro tipici pannelli di legno, questi uffici avevano un ‘fascino’ tutto particolare e sono chiaramente riconducibili a un’epoca e uno stile del tutto unici, in uno scenario eccitante e opprimente al tempo stesso.

Per assicurare la massima autenticità, i produttori hanno girato il più possibile nelle location originali. Eppure, nonostante il film racconti eventi che hanno avuto luogo solo 15 anni fa, molte cose sono cambiate da allora. “Per quanto riguarda i costi delle riprese, non c’è molta differenza fra il set della Berlino anni ‘30 o quello della Berlino del 1984″, afferma il produttore Max Wiedemann. Per ricreare il background della DDR, sono stati curati in modo meticoloso le scenografie e l’arredamento. In particolare abbiamo speso molta energia per riuscire a nascondere i graffiti, che sembrano essere ovunque. Non appena queste “opere d’arte” venivano coperte, riapparivano il mattino seguente!

Si tratta del primo film a soggetto girato negli archivi originali degli ex quartier generali della Stasi a Normannenstrasse, con l’espressa autorizzazione di Marianne Birthler, il “Capo dell’Autorità Federale per i Documenti del Servizio di Sicurezza dello Stato dell’ex DDR”. Il film fra l’altro si fa testimone di questo gigantesco sistema di archiviazione meccanica, che, subito dopo le riprese, è stato ristrutturato e digitalizzato, cambiando per sempre il volto degli uffici che vengono mostrati nel film

La musica di un Premio Oscar
C’è voluto parecchio lavoro e un bel po’ di fortuna affinché un premio Oscar, nonché vincitore del Golden Globe, si adoperasse per scrivere la colonna sonora del film. È’ piuttosto inusuale che un film tedesco si orienti internazionalmente in fatto di musica: “Eravamo convinti che il film giustificasse questa scelta e che avesse l’importanza giusta per ospitare una colonna sonora di questo calibro”.

Già durante le primissime fasi del progetto, Gabriel Yared (Il talento di Mr. Ripley), di origini francesi, ha ricevuto una traduzione del copione e in seguito ha avuto modo di discuterne varie volte nel corso degli incontri sul film che hanno avuto luogo a Parigi e a Londra. Si trattava di un progetto alquanto atipico per un compositore di fama internazionale, spesso chiamato a lavorare in film con budget miliardari. Eppure Yared ha ammirato l’impegno dei filmmakers e ha accettato di contribuire al loro film, avendone apprezzato l’idea.

La musica è stata registrata a Praga con l’Orchestra Sinfonica di Praga, una delle migliori al mondo.

Con un compositore che vive e lavora fra Londra e Parigi, un regista e una troupe in continuo spostamento fra Berlino e il laboratorio di cinematografia di Monaco, bisognava far fronte a diverse complicazioni logistiche. La postproduzione è durata quasi un anno. Il film dura 138 minuti ed è stato girato in 35 mm Cinemascope, con una cinepresa ARRI e una pellicola Kodak.

La possibilità di girare con una cinepresa digitale meno costosa non è mai stata seriamente presa in considerazione. Afferma Berg: “Ci sono pochissimi copioni che esaltano lo scopo artistico del cinema. In questo caso la qualità aveva la precedenza, si trattava di un soggetto che richiedeva esperienza e talento estetico; qualsiasi altra scelta non avrebbe reso giustizia al progetto”.


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